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Sinistro stradale: trasportato non deve dimostrare la colpa del vettore

Cassazione Civile, sez. III, sentenza 02/08/2016 n° 16037

 

Il trasportato non deve dimostrare la colpa del vettore: Cassazione Civile sezione III 2 agosto 2016 n. 16037. La mera possibilità che l'evento dannoso possa essere stato cagionato da una serie di altre circostanze (rispetto al solo ipotizzato "improvviso colpo di  sonno"), da provarsi ad onere del trasportato, è ipotesi antigiuridica.

Il caso

Un trasportato conveniva in giudizio proprietario, conducente ed assicuratrice dell'autovettura a bordo della quale era trasportato, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni riportati a seguito della fuoriuscita di strada e del ribaltamento del veicolo. Tribunale e Corte di appello respingevano la domanda, ritenendo che il trasportato non avesse dimostrato la inesistenza di altre cause dell’incidente, rispetto all’ipotizzato colpo di sonno del vettore. Il trasprtato ricorreva (ovviamente) in Cassazione.

La decisione

Il trasportato deve dimostrare il fatto sorico, giammai la responsabilità del vettore. Il principio tanto vetusto, quanto incompreso dagli interpreti, risale al 1998, quando la III Sezione della Cassazione Civile, con sentenza mai sufficientemente nota del  26 ottobre 1998 n. 10629, pose fine alla inutile distinzione, in termini di prova, tra trasporto gratuito e trasporto oneroso riportata nei vecchi manuali di diritto privato. Prima del 26 ottobre 1998, si distingueva tra trasporto a titolo gratuito (ovvero amichevole, ovvero di cortesia, ovvero extracontrattuale), con quello a titolo oneroso (ovvero contrattuale): nel primo, l'onere della prova incombeva sul trasportato ex art. 2043 c.c., nel secondo la prova incombeva sul vettore, ai sensi dell'art. 1681 c.c., in forza del titolo di viaggio (biglietto).

Sulla scia di quella sentenza, la III Sezione ribadisce nella sentenza in commento: “tra i mezzi di prova utilizzabili dal giudice civile in materia di  responsabilità derivante dalla circolazione dei veicoli vi sono le presunzioni sancite dall'art. 2054 c.c.; tale norma esprime, in ciascuno  dei commi che la compongono, principi di carattere generale applicabili  a tutti i soggetti che dalla circolazione comunque ricevano danni e,  quindi, anche ai trasportati, qualunque sia il titolo del trasporto, di  cortesia ovvero contrattuale, oneroso o gratuito, potendo il  trasportato, indipendentemente dal titolo del trasporto, invocare i primi  due commi dell'art. 2054 c.c. per far valere la responsabilità  extracontrattuale del conducente ed il terzo comma per far valere  quella solidale del proprietario, il quale può liberarsi solo provando che  la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà ovvero che  il conducente aveva fatto tutto il possibile per evitare il danno (Cass. n.  11270 del 2014). Inoltre, il terzo trasportato, qualunque sia il titolo del  trasporto, può esercitare l'azione diretta nei confronti dell'assicuratore  del veicolo nel caso in cui sussista una condotta colposa dell'assicurato  proprietario del veicolo (Cass. n. 23918 del 2007)”. 

Alla luce delle seguenti considerazioni di diritto, la mera possibilità  che l'evento dannoso possa essere stato cagionato da una serie di  altre circostanze (rispetto al solo ipotizzato "improvviso colpo di  sonno" nella sentenza in commento), da provarsi ad onere del trasportato, è ipotesi gravemente antigiuridica.

(Altalex, 1° settembre 2016. Nota di Carmine Lattarulo)

La norma UNI 11472 sul rilievo degli incidenti stradali: parla il presidente di ANPOP

Il rilievo degli incidenti stradali è un’attività complessa, che ha molte e importanti ricadute in termini giudiziari. In Italia sono numerosi i soggetti che abitualmente svolgono i rilievi del caso: non solo i Carabinieri o la Polizia Stradale, ma anche la Guardia di finanza, la Polizia penitenziaria e, in alcuni casi, anche il Corpo forestale dello Stato. Un ampio ventaglio di Forze dell’ordine, ognuna delle quali ha ovviamente il suo percorso di formazione e, di conseguenza, approcci peculiari a questa delicata attività di rilevamento.  

Ernesto Cassinelli, presidente di ANPOL, l’Associazione Nazionale Polizia Locale, che ha partecipato il 28 giugno scorso al seminario formativo sulla nuova norma UNI 11472 “Rilievo degli incidenti stradali - Modalità di esecuzione”, non nasconde le problematiche che talvolta nascono da un panorama così variegato di soggetti coinvolti.
Se un incidente viene rilevato in modo non uniforme possono nascere difficoltà in sede di attribuzione di responsabilità, siano esse civili o anche penali. Per non parlare dei rilievi svolti in modo approssimativo o poco accurato: il cittadino rischia di rimanere coinvolto suo malgrado in lunghi contenziosi, in procedure burocratiche e amministrative che possono durare anni. Per questo, effettuare i rilievi di incidenti stradali in maniera più efficace e uniforme significa stabilire le responsabilità in maniera più chiara e, in ultima analisi, fornire un servizio migliore ai cittadini.

In certa misura si tratta di ridurre quanto più possibile quegli aspetti di discrezionalità che possono essere fonte di disomogeneità nei rilievi e che quindi possono inficiare la bontà di in una attività così delicata.
La norma UNI 11472, pubblicata a gennaio di quest’anno, serve proprio a questo: a descrivere la procedura per il rilievo degli incidenti stradali, ponendo l’attenzione su che cosa deve essere rilevato e con quali modalità, affinché tali rilievi possano costituire una valida base di partenza per una successiva ricostruzione dell’incidente.
Gli aspetti salienti della norma ” – continua Cassinelli – “sono a nostro parere due: in primo luogo le indicazioni più stringenti su quando è opportuno utilizzare i rilievi di tipo metrico, planimetrico, fotografico e descrittivo. In secondo luogo il particolare accento posto sull’indicazione dettagliata dei danni subiti dai veicoli. Quest’ultimo non è certo un aspetto marginale. E’ importantissimo stabilire l’entità dei danni perché anche da questi dettagli è possibile risalire alla dinamica stessa dell’incidente.

La norma UNI 11472 può quindi essere un utile strumento di lavoro per le Forze dell’Ordine impegnate in questa attività: un elemento di razionalizzazione a reale beneficio sia di chi opera i rilievi, sia del sistema assicurativo e giudiziario, sia dei cittadini.
Ovviamente la conoscenza della norma da parte dei vari soggetti coinvolti è un elemento determinante per la sua effettiva applicazione.
L’ANPOL”, conclude Ernesto Cassinelli, “è intenzionata  a diffondere questa normativa. Riunioni, convegni, giornate di formazione saranno tutte occasioni per farne conoscere i contenuti. Ma è nelle nostre intenzioni estenderne la conoscenza anche alle altre Forze dell’Ordine.

Assicurazioni, addio al tagliando Rc Auto. Arriva il microchip anti-contraffazione

I nuovi sistemi elettronici che sostituiranno l’attuale contrassegno cartaceo saranno collegati a una banca dati istituita presso la direzione generale per la Motorizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che “sarà alimentata in tempo reale”

Addio al tagliando Rc Auto, arriva il chip anti-truffa. Entro ottobre 2015, cioè a due anni dall’entrata in vigore prevista per il prossimo 18 ottobre del decreto pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale, sarà completata la dematerializzazione dell’attuale contrassegno, che verrà sostituito con un sistema elettronico dotato di microchip. L’obiettivo è quello di contrastare la contraffazione e l’evasione dell’obbligo assicurativo.

I nuovi sistemi elettronici o telematici che sostituiranno l’attuale contrassegno cartaceo saranno collegati a una banca dati istituita presso la direzione generale per la Motorizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che “sarà alimentata in tempo reale”, all’atto cioè del rilascio del certificato o della cessazione, precisa il regolamento emanato dal ministero dello Sviluppo economico, “dalle imprese di assicurazione, direttamente o, ferma restando la loro responsabilità”, tramite loro intermediari. Tale trasferimento di dati avverrà attraverso “collegamento web ed idonee interfacce messe a disposizione del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti”.

“Le informazioni relative alla copertura assicurativa – precisa il regolamento – sono rese disponibili mediante l’accesso telematico gratuito alla banca dati da parte di chiunque ne abbia interesse”. I dati raccolti potranno quindi essere utilizzati per controlli incrociati telematici tra le banche dati delle targhe dei veicoli e quelle delle polizze assicurative, utilizzando anche i dispositivi o mezzi tecnici in dotazione alla Polizia Stradale per il rilevamento a distanza delle violazioni del Codice della strada. Come già avviene in altri Paesi, il controllo della validità dei contrassegni assicurativi potrà dunque avvenire, oltre che con sistemi “volanti” in uso alle Forze dell’ordine, anche con i dispositivi del Tutor autostradale e attraverso i varchi elettronici delle ZTL.